
Un'amica mi faceva notare che qui non si vomita più.
Anche Anonimo l'ha scritto.
Paolo è molto più bravo di me a vomitare, lui fa post impegnati, di interesse comune, lui protesta.
Io so scrivere solo di amenità e sciocchezze, di cose che vedo e mi colpiscono, di stati d'animo. E' un modo di vomitare anche quello, per carità.
Durante l'estate avrei avuto un sacco di cose da raccontare, e in testa me le scrivevo tutte, pensando che appena avrei avuto una tastiera sotto mano avrei messo tutto qui, nella Casa sul mare, nuovi quadri alle pareti. Invece le parole -e soprattutto le sensazioni- se non intrappolate subito scivolano via, dispettose.
Così ora non ho molto da dire.
E' un periodo intimista, questo.
Pensavo di scrivere un post sul fatto che nel tratto di strada da qui al mio posto di lavoro, andando in bici, potrebbero togliermi tutti i punti della patente, e che sarebbe giusto per una serie di motivi e ingiusto per altrettanti, ma poi pensate che vivo in funzione della mia bici, un post sull'argomento lo feci mesi fa (ah, ho una bici nuova, questa frena, incredibile).
Quindi niente.
Volevo scrivere del nuovo lavoro, che è meraviglioso e mi sta insegnando tantissimo, ma di teatro non so parlare, inciampo, mi imbarazzo, è davvero un argomento troppo personale, e senza niente togliervi, cari chic'èc'è, qui non me la sento di spogliarmi del tutto.
Quindi nisba.
Volevo raccontare i libri che ho letto durante l'estate, ma che è, la rubrica del giovane letterato? Sai che palle...niente, me le tengo per me le mie recensioni da cameretta.
Certo, potrei scrivere di sentimenti. Uh, ne avrei da dire. Ma poi, dire cosa? In realtà ho solo da chiedere. Una serie interminabile di punti interrogativi che si arrotolano e alla fine implodono come una supernova, senza l'esplosione successiva. A meno che non vogliate darmi delle risposte, ma vi vedo poco propositivi.
Ho una gattina. E' meravigliosa, più che raccontarla dovrei postare un video dei suoi balletti, prima tra tutte la "danza dell'ariete innamorato" che fa un paio di volte a notte. Com'è bella la mia gattina, Coraline, è unica. Certo, unica come tutti i gatti, come tutti gli esseri umani, e allora me lo dico da sola "ma a noi, del tuo gatto, che cacchio ce ne frega".
Che poi di voi me ne potrei anche fregare, io sono qui per scrivere quello che mi pare, è casa mia, potrei anche fare un post sui peletti bianchi che spuntano dalle orecchie di Coraline (è nera, la cosa buffa è quella) e teoricamente non dovrei preoccuparmi del valore artistico o dell'interesse prodotto.
E invece mi autocensuro, sono la prima che quando legge certi post alza il sopracciglio e con quello snobismo che mi riconosco e aborro penso "sì, ma a me...?".
Poi ci sarebbero le stagioni che non sono più quelle di una volta, ma davvero, e il problema ecologico, ma anche di questo ho già parlato, e poi lo vediamo tutti che per essere il 4 settembre fa troppo caldo, e che fine hanno fatto i temporali estivi. Ma è un argomento da ascensore, di quelli che affronti in quell'abitacolo malefico che ti costringe a dividere la tua bolla esistenziale con uno sconosciuto e aspetti che arrivi il tuo piano che nemmeno in un sottomarino in avaria. Io poi l'ascensore a Bologna nemmeno ce l'ho, e quando parlo coi vicini lo faccio con 5 gradini di distanza, un piede sù e uno giù, tranne che con Nino il mio dirimpettaio meraviglioso che ogni tanto mi infilo a casa sua e mi butto sul divano, altro che bolla esistenziale.
Scrivo sgrammaticata, a fanculo le virgole stanotte.
Poi ultimamente sono un po' insonne, e anche questo potrebbe essere un argomento interessante, per me che sono sempre stata una dormigliona questo stato di veglia semicosciente è fastidioso quanto curioso, una fonte di grandi considerazioni. Ma diciamocelo, se ogni insonne dovesse mettersi lì a scrivere sarebbe la fine.
Anche se poi riflettevo sul fatto, e mi ripeto, che mica vi pagano per venire qui a leggere le mie cazzate, di che mi preoccupo?
Stavo cercando un'immagine da mettere su questo post insensato e ho messo su google la parola "urlo". Figo, vengono fuori un sacco di immagini belle.
Non riesco nemmeno a pensare a qualcosa di tenero tipo infanzia ricordi delle elementari nonna Sardegna.
Bah, sono ruvida.
La nuova squadra al fantacalcio si chiama "De Puta Matri", perché Matri, attaccante del Cagliari, l'anno scorso ha fatto un gol che ci ha salvato la pelle. Però qui lo dico e qui lo nego, forse avremmo dovuto vincolare Floro Flores, che con un cognome così mi ricorda Kendy Kendy e pare che farà un gran campionato, ma essere una donna significa anche questo, comprare un giocatore per affetto e riconoscenza, anche se lui non lo saprà mai, più che per reale bravura del suddetto.
Ne dico di minchiate.
La verità è molto più complessa, come faccio a scriverla?
E se l'ironia mi abbandona, non ho niente a cui attaccarmi.
Ci sarebbe l'argomento Berlusca, ma lascio a Paolo le cose serie.
Io sono qui per il faceto, per le donne che seducono, per gli uomini che si perdono, per i gatti che ronfano, per l'umanità che chiacchiera, per le scarpe gialle col tacco che fanno tutto da sole, per il profumo alla violetta. Per i vecchi e i bambini, per la poesia.
Ma tutta sta roba urla contemporaneamente e non riesco a distinguere le parole.
Ora che ci penso, c'è una cosa su cui riflettevo che forse vale la pena scrivere : la capacità di leggere nel pensiero degli altri (il che è nasce dalla lettura di "Morire dentro" di Robert Silverberg).
Un'altra volta, per stasera ho detto fin troppe sciocchezze.
Volevo scrivere di Kamù, il mio cagnone che dopo 13 anni è stato richiamato d'urgenza nel paradiso degli animali per mangiare un gelato al cioccolato gigante, ma non ne ho avuto la forza.
Quindi toh, questo è la mia vomitata insensata di oggi, di quelle che fai quando mischi birra vino e superalcolici e giuri che non lo farai mai più, fino alla prossima volta.
Vabbè dai, se non una vomitata, almeno un rigurgito.



